Il linguaggio sportivo che cambia: dal “processo” ai social. Due partite differenti

Hanno modificato la Comunicazione, i rapporti affettivi. Stanno cambiando la vita. Con chi sta fuori dal “branco” sempre più isolato, destinato a finire in una “spirale del silenzio”. Sono i Social network, croce e delizia del Terzo millennio. Consegnati all’uso della massa, hanno riportato e amplificato i destini del pollice verso. A subire il cambiamento anche il modo di comunicare lo sport. Ma soprattutto dei personaggi che hanno fatto la storia mediatica italiana nel settore sportivo. C’erano una volta il pendolino di Maurizio Mosca, il “processo” di Aldo Biscardi che metteva sotto l’esame dell’Aula l’andamento del Campionato. Storie che alla generazione Instagram sembreranno antiche. Ma cosa hanno lasciato le trasmissioni e i giornalisti di prima? Lo abbiamo chiesto ad Antonella Biscardi, scrittrice e autrice radiotelevisiva. «Il più grande insegnamento – ha dichiarato durante la rassegna stampa di Radio Fantastica – che ha lasciato mio padre è quello di amare il proprio lavoro e comunicare in modo diretto con la gente. Questo fa parte di un’altra generazione. Quando facevamo le ultime trasmissioni, negli ultimi anni, mio padre non sapeva neanche cosa fosse un social. Il livello umano che aveva nel lavoro, nella comunicazione, nell’amare il suo pubblico, nell’amare la gente è stato l’insegnamento principale». A cambiare non sono soltanto i mezzi utilizzati. «In un momento di isolamento – prosegue – per il Coronavirus, ho immaginato di intervistarlo. Immaginare come avrebbe fatto il “processo” tramite Skype, che non sapeva neanche cosa fosse. E’ uscita fuori la Sua personalità, molto divertente. Si adeguava al mondo che andava avanti rimandendo sempre se stesso». Visioni assai diverse rispetto a chi vive di “mi piace”. E ci sono poi anche i rapporti umani, che venivano trasmessi. «La coppia con Maurizio Mosca – continua – non esisterà più. Erano ironici, preparati, entrambi in maniera diversa. Erano sinergie che si univano. Alla base si stimavano e si volevano bene. Bisogna sempre riuscire ad apprendere dai grandi personaggi, da quello che loro danno d’istinto».

Per ascoltare tutta l’intervista clicca su

2020-07-07T13:18:33+00:00 7 Luglio 2020|