“Il mondo che immagini ad un passo da te”. Con questo motto l’Università degli Studi di Catania si prepara al nuovo anno accademico. Il 2020 – 2021 sarà l’anno della consapevolezza, dopo l’emergenza da Covid19 e la riorganizzazione delle lezioni e le sedute di laurea tramite piattaforma on-line. «Sarà un anno accademico particolare – ha dichiarato il prof. Francesco Priolo, rettore dell’Ateneo catanese in diretta su Radio Fantastica all’interno della rassegna stampa – con la massima attenzione. Manterremo la sicurezza quindi le mascherine, il gel igienizzante e il distanziamento. Ci stiamo attrezzando in modo da potere ritornare in sicurezza e potere fornire una modalità mista con la possibilità di fruire delle lezioni in presenza e, in contemporanea, filmate e trasmesse in diretta». Al centro rimane l’offerta formativa con alcune novità che interesseranno non solo la città ma anche le sedi distaccate in altri centri da Ragusa a Siracusa. Nel territorio aretuseo «aprirà un curriculum in Beni Culturali – prosegue – che affiancherà lo storico corso di laurea in Architettura, già presente. Sarà un curriculum specifico, pensato appositamente per la città di Siracusa dove i beni culturali “sono di casa”». Ma il magnifico non ha mancato di intervenire anche sul dibattito, in corso, riguardante le agevolazioni, per le tasse, previste per gli studenti che vogliono tornare al Sud dalle Università del Nord Italia. «La Regione Siciliana – continua – aveva già varato una misura in favore degli studenti, residenti in Sicilia, che studiavano presso le Università del centro e del Nord. Erano delle borse di studio a loro favore. Per questa misura non si è lamentato nessuno. Oggi la Regione Sicilia vara un’altra misura dove, viceversa, riconosce un contributo agli studenti che rientrano. Qualcuno si è lamentato solo per il secondo intervento. Questa misura mette in moto un circolo virtuoso perché dando un contributo a chi rientra perché così spenderà, investirà anche parte del proprio futuro in Sicilia e quindi arricchire la nostra terra».
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