Calcio Catania, Sigi e la commercialista che faceva sparire l’IVA

Terremoto nell’affare Calcio Catania. Nelle trattative, sotto la supervisione giudiziaria, portate avanti dalla Sigi, la società interessata all’acquisto della squadra rossazzurra, si abbatte una scossa. Un’indagine della Guardia di Finanza etnea, nei confronti di 30 persone su una presunta associazione a delinquere finalizzata alla commissione continuata di reati tributari e indebite compensazioni. Tra i coinvolti, infatti, ci sono alcuni soggetti legati proprio alla Sigi come Renato Balsamo, finito nell’inchiesta come legale rappresentante della Ariel Società Cooperativa Sociale. Giuseppina Licciardello, presidente del Collegio Sindacale, organo di controllo societario, «è tra i professionisti – ha dichiarato il comandante delle Fiamme Gialle etnee Francesco Ruis, in diretta su Radio Fantastica – che oggi sono stati ristretti agli arresti domiciliari e si prestava, di fatto, a fornire quei visti di conformità per creare questa montagna di carta servita a fare sparire le imposte. Erano visti che lo Stato chiede di apporre a dei professionisti proprio per garantire che quei crediti, esposti nei bilanci, siano veritieri. La professionista in questione si è prestata a questo schema». Dalle indagini, principalmente di natura tecnica con analisi dei documenti fiscali e bancari, per gli inquirenti emergono «gravi indizi di colpevolezza» così come dalle intercettazioni. I professionisti evitavano «accuratamente di parlare delle compensazioni a cui apponevano il proprio visto di conformità; dato non spiegabile – scrivono gli inquirenti – se non con la loro consapevolezza della falsità dell’operazione commerciale, in considerazione del fatto che trattasi di operazioni altrimenti assolutamente lecite».

Altro “pezzo da novanta” Sigi, coinvolto nell’operazione Fake credits, è il commercialista Antonio Paladino, nelle vesti di Presidente dell’Associazione Datoriale CONFIMED Italia, descritto negli atti come il dominus dell’intero sistema fraudolento di commercializzazione del credito Iva. «Metteva a disposizione – ha dichiarato il procuratore capo Carmelo Zuccaro – di imprenditori che volevano frodare il fisco, per evitare le imposte sui guadagni, una rete di società fittizie. Ne abbiamo sequestrate 11. Queste società creavano, a loro volta, documenti fittizi sulla base delle indicazioni dei commercialisti» per un giro da oltre 25milioni di euro.

Per ascoltare tutta l’intervista al comandante Francesco Ruis clicca su

2020-07-10T16:47:18+00:00 10 Luglio 2020|