L’Università di Messina riorganizza la propria offerta formativa. Da una parte, negli ultimi anni, ha deciso di chiudere alcuni corsi di laurea, che non ottenevano il giusto riscontro da parte degli studenti, e adesso propone nuovi percorsi formativi. Allo stesso tempo, guarda oltre l’anno accademico che inizierà e progetta ulteriori novità. A presentare il manifesto degli studi, è stato lo stesso rettore, il prof. Salvatore Cuzzocrea, in diretta all’interno della rassegna stampa su Radio Fantastica. L’Ateneo peloritano «si presenta – ha dichiarato il magnifico – con ulteriori cinque corsi di laurea è pronto ad affrontare la sfida che questo lockdown ci ha lasciato in eredità, cioè la convinzione della presenza in aula come aspetto fondamentale insieme alla sicurezza. Abbiamo organizzato un corso di laurea sul Turismo, uno sulla Sostenibilità, il corso di Ingegneria gestionale che mancava a Messina. Potenziati anche i percorsi in lingua inglese e quelli presenti nelle sedi distaccate di Noto e Priolo». Intanto, in vista di settembre, si fanno i conti con le misure anti-Covid19 da rispettare per lo svolgimento degli incontri. La lezione del Coronavirus «lascia – prosegue – un’attenzione per la ricerca e la convinzione che solo attraverso la ricerca e lo sviluppo può crescere questo Paese. Ricorda, anche, che la tecnologia non è negativa ma può essere utile, ad esempio, per la didattica a distanza». Ma sulla ripartenza delle attività di tutte le Università siciliane, quest’anno, è presente il filo comune legato alle agevolazioni riconosciute dalla Regione per gli studenti che decideranno di fare rientro in Sicilia e proseguire il loro percorso. «Ritengo che sia stata – continua – una scelta utile. Da un punto di vista universitario credo sia importante una collaborazione tra gli Atenei e non pensare a delle guerre stupide per avere un immatricolato in più».
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