L’apocalisse per Palermo. Il violento e improvviso nubifragio che ha segnato la città e in modo particolare viale della Regione Siciliana passerà alla storia. Da quando, infatti, si rilevano i dati sulle piogge, sul capoluogo siciliano, non è mai stato registrato un quantitativo simile. Il risultato ha visto le strade sommerse dall’acqua ma soprattutto le auto bloccate con gli automobilisti costretti a fuggire. Diverse le squadre dei vigili del fuoco che sono intervenute, anche con i gommoni, per trarre in salvo chi non era riuscito a mettersi in salvo. «E’ stata una situazione – ha dichiarato il metereologo Luca Ciceroni in diretta su Radio Fantastica all’interno della rassegna stampa – davvero eccezionale. Il temporale autorigenerante che si è formato, sulla città di Palermo, è stato un evento piuttosto raro. Fenomeni che, purtoppo, ultimamente si verificano sempre più spesso, in particolare nella stagione autunnale, e che provocano le alluvioni. Temporale autorigenerante è un temporale che si forma in prossimità del mare, perché trae origine ed energia dal mare. Prende l’acqua e la scarica sulle zone costiere limitrofe» senza spostarsi. Uno scenario inimmaginabile con le vie trasformate in fiumi e la furia dell’acqua che trasportava via le automobili e quanto trovava lungo il suo corso. In poco più di due ore, sulla città, è caduto un quantitativo di pioggia superiore alle medie stagionali ma soprattutto maggiore ai mesi che vanno da maggio a settembre. «Nessuna città in Italia – prosegue – è in grado di sopportare una quantità di acqua del genere, a mio parere; considerata anche una tale violenza, potenza. Inutile fare polemica. Sono accumuli allucinanti. Immaginate: 125millimetri corrispondono 125 litri per ogni metroquadro. Sono valori eccezionali. Si è trattato di un temporale perfetto causato da aria fredda in quota, aria calda e umida che arrivava dal mare, e aria calda presente in città. Si sono scontrate queste tre masse di aria e quindi la pioggia invece di spostarsi continuava a scaricare» nella stessa zona.
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