Offerta formativa e qualità degli insegnamenti. Sono i due pilastri sui quali l’Università di Palermo punta in vista del nuovo anno accademico per attirare gli studenti. Diverse le novità non solo per le sedi cittadine ma anche per quelle dislocate a Trapani, Agrigento e Caltanissetta. E per illustrare il manifesto degli Studi, è intervenuto il rettore in diretta su Radio Fantastica, all’interno della rassegna stampa. «Abbiamo più di 135 corsi di studio – ha dichiarato il magnifico, il prof. Fabrizio Micari – tra triennali, magistrali e magistrali a ciclo unico e aggiunto ulteriori servizi nella logica del miglioramento continuo». Grandi novità anche per la tassazione con una politica che punta ad agevolare chi ha un reddito basso e chi decide di fare rientro in Sicilia. «Quest’anno noi abbiamo esteso – continua – la no tax area quindi la fascia di reddito ISEE per la quale gli studenti non pagano nulla; l’abbiamo estesa a 25mila euro. Pensiamo, in questo modo, che di fatto il 70% dei nostri ragazzi potranno frequentare le lezioni senza pagare nulla in termini di tasse». A ciò si aggiungono le scelte della Regione di incentivare il ritorno, negli Atenei del territorio, di coloro che, in passato, avevano deciso di frequentare altrove i percorsi formativi. Ma a settembre i cambiamenti riguarderanno anche altri versanti come l’arrivo del corso di laurea in Lingue nel polo di Agrigento e l’attivazione di altri corsi a Palermo. «Bisogna agevolare i ragazzi, le famiglie – prosegue – per continuare a studiare. La Sicilia è una delle tre regioni in Europa dove c’è il più basso tasso di laureati. Questo è un problema grave. Si deve cercare di favorire l’accesso all’Università riducendo le tasse universitarie e provando ad aiutare quei ragazzi che erano andati a studiare fuori e adesso preferiscono tornare. E’ tutto nell’ottica del diritto allo studio».
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