Continua ad essere nell’occhio del ciclone la Scala dei Turchi a Realmonte, nell’agrigentino. Ancora violazioni nel fine settimana appena trascorso per l’elevato afflusso di bagnati e turisti. Alcuni hanno violato l’ingresso per accedere alla parete rocciosa bianca, uno dei luoghi più apprezzati dove ogni anno si registrano numerose presenze. La Scala dei turchi è stata interdetta dal 27 febbraio in seguito ad un decreto di sequestro preventivo di urgenza, emesso dal Procuratore capo della Repubblica . Stamattina nel corso della rassegna stampa su Radio Fantastica è intervenuto in diretta il sindaco, Calogero Zicari: «Abbiamo una bellissima parete che si affaccia sul mare che presenta in alcune parti dei pericoli, come crolli di massi. Attualmente ci sono 2 provvedimenti: la mia ordinanza che va ad interdire un tratto della costa per pericoli caduta massi e frane e il provvedimento della magistratura ». Nonostante la presenza di barriere di interdizione, dei cartelli ed i totem informativi che indicano i divieti di ingresso ai bagnati, i Carabinieri e il personale della Capitaneria di Porto hanno accertato la presenza di 31 persone provenienti da varie località siciliane e diversi cittadini stranieri. Secondo i militari si sono resi responsabili del reato di violazione dei sigilli. «La zona è interdetta a tutti – continua il primo cittadino – non si può’ fare il bagno ai piedi della scala né si può salire sopra. Sul versante Est, a pochi metri, si può fare il bagno e godere del panorama, vedere la Scala dei turchi in maniera inedita in tutta la sua bellezza». Per la riapertura non è ancora prevista alcuna data. « L’autorità di bacino della regione siciliana – prosegue- che rappresenta il controllo delle coste, a seguito di numerose denunce, ha approfondito lo studio di quell’area dicendo che il pericolo è maggiore rispetto al passato. Ho emesso l’ordinanza di interdizione fino a quando non ci sarà uno studio che garantisca la sicurezza verso tutti; io rimarrò fermo sulla mia linea perché un crollo metterebbe a rischio centinaia di persone».
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